L’e-commerce è anche sotto casa

Diciotto anni fa, con qualche decennio di ritardo rispetto agli Stati Uniti e ad alcune nazioni europee, debuttava in Italia il primo E-Commerce che permetteva di acquistare con carta di credito presso la libreria IBS.it.
Una tecnica di “fare spesa” che allora sembrava essere distante dagli stili di vita dei consumatori, o quantomeno rivolta ad una piccola nicchia, ma che ad oggi, alla luce della diffusione di massa di tablet e smartphone, rappresenta la quotidianità non solo della nuova generazione.

Quest’anno, il valore delle vendite Business to Consumer è raddoppiato rispetto al 2011, e a contribuire nella crescita di questi dati, non ci sono solo la vendita di prodotti quali complementi di arredo, giocattoli e cosmetici, ma anche la vendita di servizi come le assicurazioni ed il turismo che iniziano ad avere un impatto rilevante.
Dai dati pubblicati da osservatori.it nel 2015, anche il mondo food e grocery nel settore retail ha subito un drastico cambiamento dovuto all’apertura delle piccole attività di vendita al dettaglio verso il mondo dell’ E-Commerce. Anche se ancora si registra una scarsa propensione del consumatore finale all’utilizzo di canali innovativi per gli acquisti, il 61% dei retailer mostra comunque di aver sviluppato una propria iniziativa in ambito E-Commerce, segno di apertura al cambiamento ed adattamento al mercato. Proprio in questa direzione si sono sperimentati modelli di vendita omnicanale, uno dei quali il Click&collect, un sistema che permette di acquistare online ma ritirare il prodotto presso il negozio, affacciandosi all’innovazione ma allo stesso tempo conservando la cultura e la tradizione del contatto fisico e della scelta dei prodotti.

Sarà interessante ora attendere il 22 Novembre (data di presentazione dei dati relativi il 2016) per capire come si sono evolute le tendenze del settore retail italiano alla luce dell’inarrestabile crescita tecnologica e di ciò che era stato detto l’anno passato.